Deblock è un conto francese con IBAN, carta Visa, wallet crypto in autocustodia e accesso a metalli preziosi, arrivato in Italia mentre il mercato si riorganizzava dopo MiCA. La differenza rispetto alle altre app che mettono insieme euro e cripto sta in un dettaglio tecnico che cambia parecchio: le crypto non stanno su un conto della società, stanno in un wallet di cui hai tu le chiavi. Abbiamo guardato licenze, condizioni e limiti sul sito ufficiale il 28 luglio 2026, e qui trovi cosa ci ha convinto e cosa no.

Cos’è Deblock e come funziona
Deblock è un conto corrente digitale che unisce la parte bancaria classica e la parte cripto dentro la stessa app. Apri il conto dal telefono con documento e video selfie, ricevi un IBAN francese, ordini la carta Visa e da lì gestisci bonifici, spese, acquisto di cripto e accesso ai metalli preziosi senza cambiare applicazione.
La società è francese e ha due autorizzazioni distinte, che vale la pena tenere separate perché coprono cose diverse. Come istituto di moneta elettronica, registrato presso l’ACPR con codice banca 17748, gestisce la parte euro. Come fornitore di servizi su cripto-attività è autorizzata dall’AMF con il numero A2025-001 per il cambio cripto contro valuta, il cambio tra cripto e l’esecuzione di ordini per conto dei clienti. In un momento in cui metà del mercato è uscita dall’Europa per mancanza di licenza, questo è il primo dato da guardare.
L’autocustodia: il punto che distingue Deblock
Le cripto acquistate tramite Deblock finiscono in un wallet in autocustodia collegato al conto, non in un conto omnibus della società. La differenza è concreta: in caso di problemi dell’emittente i tuoi asset digitali non rientrano nella massa a disposizione dei creditori, perché non li detiene lui. La società lo scrive in modo esplicito, sostenendo che i fondi restano protetti a prescindere da cosa succede a Deblock.
Il rovescio della medaglia esiste ed è quello di sempre con l’autocustodia: la responsabilità delle chiavi si sposta su di te. Non è una critica al prodotto, è una caratteristica da capire prima di iscriversi, soprattutto se arrivi da un exchange dove per recuperare l’accesso bastava un’email al supporto.
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Il 4% sul conto: come funziona davvero

Il 4% lordo annuo sulla liquidità è l’argomento con cui Deblock si presenta, e la meccanica è interessante perché il tasso viene accreditato quotidianamente e non prevede un tetto massimo sul saldo remunerato. Sono due condizioni migliori della media dei conti remunerati che abbiamo visto in giro.
Le condizioni scritte in piccolo però contano, e sono due. La prima: il tasso è lordo e variabile, quindi cambia con il mercato e su di esso si applica la tassazione italiana sugli interessi. La seconda, più rilevante, è che il tasso indicato sul sito è riferito ai piani Premium e Native, non al conto base: la remunerazione piena non è per tutti i clienti. Il tasso pubblicato è aggiornato al 1° aprile 2026.
Se stai valutando Deblock soprattutto per il rendimento sulla liquidità, il confronto onesto va fatto con i conti deposito e con i broker che remunerano la giacenza, non con l’app crypto della porta accanto. Il nostro pezzo sugli exchange crypto che fanno da sostituto d’imposta tocca proprio questo confronto dal lato fiscale, che è dove la differenza si sente di più.
Crypto e metalli preziosi
Sul lato cripto Deblock consente deposito, invio e cambio senza limiti dichiarati, con acquisto eseguito on chain. La disponibilità di asset è ampia rispetto a quella di una banca tradizionale, e l’esperienza è quella di un’app di pagamento più che di un exchange professionale: niente order book complessi, poche schermate.
C’è poi la parte metalli, che è la ragione per cui molti hanno notato Deblock: si può prendere esposizione a oro e argento dalla stessa app in cui tieni gli euro. Va detto con chiarezza che si tratta di esposizione finanziaria, non di lingotti nel caveau, e che il trattamento fiscale di questi strumenti è diverso da quello delle cripto: prima di mescolare le due cose nello stesso portafoglio conviene sapere come si dichiarano.
Un ultimo dettaglio tecnico che la società segnala e che quasi nessuno riprende: l’accesso ai servizi di finanza decentralizzata non ricade sotto il regolamento europeo sulle cripto-attività ed è reso possibile tramite una società terza. Tradotto, quella parte specifica non gode delle stesse tutele regolamentari del resto del conto.
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Deblock e il Fisco italiano
Deblock non opera come sostituto d’imposta per i clienti italiani, quindi la dichiarazione resta a carico tuo. In pratica significa quadro RW per il monitoraggio di conto e cripto detenute all’estero, quadro RT per le plusvalenze realizzate, con l’aliquota salita al 33% sui redditi 2026. L’IBAN francese, essendo estero, va monitorato anche per la sola giacenza in euro.
Va messo in conto anche lo scambio automatico di dati: con la direttiva DAC8 i fornitori autorizzati comunicano saldi e movimenti alle amministrazioni fiscali a partire dai dati 2026. Un conto europeo regolamentato come questo rientra nel perimetro: comodo, ma perfettamente visibile.
Le due autorizzazioni si possono verificare direttamente sui registri delle autorità francesi: l’AMF per i servizi su cripto-attività e l’ACPR per la moneta elettronica.
Pro e contro di Deblock
Recensioni Deblock: cosa dicono gli utenti
Deblock raccoglie diverse migliaia di recensioni su Trustpilot, con una valutazione media che al momento del nostro controllo si collocava intorno al 3,7 su 5. È un punteggio che racconta bene il prodotto: nella media alta per una neobank giovane, ma con una coda di giudizi molto negativi che vale la pena leggere prima di aprire il conto, non dopo.
Recensioni Trustpilot
Il grosso dei giudizi positivi si concentra su tre cose ricorrenti. La prima è la semplicità di apertura del conto, che la maggior parte degli utenti descrive come questione di minuti. La seconda è la velocità dei bonifici e l’interfaccia dell’app, giudicata chiara anche da chi non ha dimestichezza con le cripto. La terza, meno scontata, è l’assistenza: in molte recensioni positive viene descritta come reattiva e capace di risolvere in tempi brevi.
La cosa interessante è che proprio l’assistenza è anche il tema più ricorrente tra le recensioni negative, il che di solito significa una cosa sola: il servizio funziona bene sui casi ordinari e va in difficoltà su quelli complicati.
Cosa si dice su Reddit e nelle community
Fuori da Trustpilot il tono è più tecnico e meno emotivo. Il tema che torna più spesso è l’autocustodia: c’è una parte di utenti che sceglie Deblock proprio per quella e la considera il motivo principale per preferirlo a una neobank tradizionale con servizio cripto integrato, e un’altra parte che segnala la curva di apprendimento per chi non ha mai gestito delle chiavi.
Il secondo tema ricorrente riguarda il rapporto tra il conto in euro e la parte cripto: chi arriva da un exchange puro apprezza avere IBAN e carta nello stesso posto, chi arriva da una banca tradizionale segnala che l’offerta bancaria è più essenziale di quella di un conto classico. Nessuna delle due è una critica al prodotto, sono due aspettative diverse che si scontrano con lo stesso servizio.
Deblock recensioni negative: cosa emerge davvero
Le recensioni negative su Deblock si concentrano quasi tutte su un unico punto, e va detto con chiarezza perché è il rischio operativo più concreto: blocchi e chiusure di conto senza una spiegazione considerata soddisfacente dall’utente, in alcuni casi con i fondi non immediatamente disponibili. Diversi utenti raccontano di conti sospesi dopo operazioni di conversione, con l’assistenza che richiama una violazione delle condizioni d’uso senza entrare nel dettaglio. In almeno un caso documentato il blocco è arrivato a pochi giorni dall’apertura.
Il secondo filone di recensioni negative riguarda i tempi di risposta dell’assistenza nei casi complicati: risposte percepite come automatiche, mancanza di un interlocutore umano, e attese lunghe proprio nelle situazioni in cui l’utente ha più fretta. Va detto anche il rovescio: in alcuni casi segnalati pubblicamente l’escalation ha funzionato e la vicenda si è chiusa in tempi rapidi, con un intervento diretto dall’azienda.
Il nostro giudizio su queste recensioni negative è che non descrivono un servizio inaffidabile, ma un servizio giovane con procedure antifrode aggressive e un’assistenza che non regge ancora bene i casi fuori standard. Tradotto in pratica: se apri un conto Deblock, evita di farne il tuo unico conto e non tenerci dentro somme che ti servono con urgenza nelle prossime settimane. È lo stesso consiglio che daremmo per qualsiasi neobank alla sua fase attuale, non una condanna del prodotto.
La nostra verifica diretta su Deblock
Abbiamo controllato le informazioni sul sito ufficiale il 28 luglio 2026 e due cose meritano di essere raccontate. La prima è che le pagine localizzate in italiano non erano raggiungibili al momento del controllo: alcune sezioni restituivano un errore e altre mostravano le stringhe di traduzione non compilate al posto dei testi. Non è un problema di sostanza, ma dice qualcosa sullo stadio di maturità della presenza italiana del prodotto, e chi apre un conto oggi farà bene ad aspettarsi un’assistenza non pienamente localizzata.
La seconda riguarda il tasso. Il 4% è pubblicizzato in prima pagina, ma la nota legale sotto lo stesso blocco chiarisce che si applica ai clienti Premium e Native. È una precisazione che cambia il conto della convenienza per chi pensava di parcheggiare liquidità sul piano gratuito, e vale la pena verificarla sui piani prima di spostare somme importanti. Preferiamo dirlo qui piuttosto che lasciarlo scoprire dopo il bonifico.
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Domande frequenti su Deblock
Deblock è sicuro e regolamentato?
Deblock SAS è autorizzata come istituto di moneta elettronica dall’ACPR francese e come fornitore di servizi su cripto-attività dall’AMF con il numero A2025-001. Sono due autorizzazioni europee riconosciute, il che la colloca tra gli operatori in regola dopo MiCA. Resta il rischio di mercato tipico delle cripto, che nessuna licenza elimina.
Le crypto su Deblock sono in autocustodia?
Sì. Gli asset digitali sono detenuti in un wallet le cui chiavi restano al cliente e non nel bilancio della società. È il tratto che distingue Deblock dalla maggior parte delle app che offrono cripto insieme al conto.
Il 4% vale per tutti i clienti?
No. Secondo quanto indicato dalla società il tasso è riferito ai piani Premium e Native ed è un tasso lordo variabile, aggiornato al 1° aprile 2026. Va verificato sul piano che intendi attivare, perché sul conto base le condizioni possono essere diverse.
Deblock fa da sostituto d’imposta in Italia?
No. Gli obblighi dichiarativi restano a carico tuo: quadro RW per il monitoraggio del conto estero e delle cripto, quadro RT per le plusvalenze, con aliquota al 33% sui redditi 2026.
Serve un IBAN italiano per usarlo?
No, il conto viene aperto con IBAN francese. Nell’area SEPA i bonifici e gli addebiti funzionano allo stesso modo, ma alcuni enti italiani continuano a creare attriti con gli IBAN esteri su addebiti diretti e accrediti: se hai in mente di usarlo come conto principale, verificalo prima sui pagamenti che ti servono davvero.
Investire in cripto-attività comporta rischi e può portare alla perdita del capitale: valuta le tue esigenze, i tuoi obiettivi e il tuo livello di esperienza prima di operare. Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale. Dati, licenze e condizioni verificati sul sito ufficiale di Deblock il 28 luglio 2026 e soggetti a variazione. Il contenuto potrebbe contenere link affiliati: se attivi un servizio tramite questi link CriptoMania può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.
